
Lavorino di fino “Dài, sbrigati, mi sa che m’hanno visto, ‘io cane…”. Gli tremava le mani, a tutti e due, e non riuscivano a scambiarseli, i pacchi. Al buio, poi, fra tutta quella paglia e merda di vacca. Gino si intrecciava negli strizzoni della paura e gli pareva di muoversi peggio che fosse infilato fino [continua]